Pensioni: le azioni messe in campo da CIDA

Cari Colleghi

Vi segnalo il comunicato appena ricevuto da CIDA che riporto di seguito.
Vi ricordo che le associazioni locali sono a disposizione  per ogni approfondimento e/o delucidazione.
Cordiali saluti
Gianfranco Bennati

Ultim’ora CIDA

CIDA prosegue nell’azione di tutela dei diritti dei propri rappresentati in materia previdenziale, convinta non solo di difendere i legittimi interessi dei dirigenti pubblici e privati, ma di portare avanti una battaglia di principio, contro provvedimenti legislativi che, di fatto, cambiano unilateralmente le regole del gioco e penalizzano un’unica categoria di percettori di reddito, i pensionati.

Per questi motivi, il Consiglio dei Presidenti di CIDA ha deciso di passare alle vie giudiziarie a sostegno delle pensioni medio-alte, dopo aver condotto per mesi un’intensa attività di comunicazione e di incontri con il mondo della politica per rivendicare le proprie ragioni. E’ certamente un’iniziativa di natura sindacale, un atto dovuto nei confronti dei pensionati iscritti alle Federazioni aderenti, ma rappresenta anche un’azione politica, di carattere generale, per garantire la certezza del diritto, un valore al quale lo Stato deve necessariamente tendere per garantire la libertà dell’individuo, l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge e non intaccare la fiducia e la credibilità dei cittadini nei confronti delle istituzioni.

CIDA, quindi, ha dato mandato all’avvocato Massimo Luciani, dello Studio Legale Luciani, di intraprendere alcuni ricorsi “pilota” contro la riduzione dei trattamenti pensionistici prevista dall’art. 1, comma 261, della l. n. 145 del 2018 e contro il blocco della perequazione imposto dall’art. 1, comma 260, della medesima legge.

La strategia, condivisa con l’Avvocato, è quella di scegliere le sedi dove intentare le cause, individuando i profili dei ricorrenti che meglio fanno emergere l’iniquità delle norme. La nostra finalità è quella di far sì che un Giudice ordinario (o una Corte dei Conti, a livello territoriale) ritenga dubbia la costituzionalità delle norme e le rinvii al giudizio della Consulta. In via del tutto ipotetica i tempi potrebbero aggirarsi sui 24-36 mesi.

Nel frattempo, accanto all’azione giudiziale, CIDA:

1.      Proseguirà la sua attività di lobby nei confronti dei parlamentari di tutti gli schieramenti politici;

2.      Darà vita ad un Gruppo di Lavoro ad hoc che metterà a punto, fra le altre cose, una strategia di comunicazione mirata, che si declinerà sia a livello nazionale, sia territoriale;

3.      Organizzerà un evento di rilievo nazionale, avente ad oggetto fisco e pensioni, che si svolgerà in autunno in concomitanza con la discussione della Legge di Bilancio 2020.  

CIDA farà sentire la sua voce presso le Istituzioni e l’opinione pubblica e cercherà in ogni modo di frenare ogni altro ulteriore provvedimento lesivo dei diritti dei propri rappresentati. Altrettanto energicamente verrà contrastato il tentativo di delegittimare e colpevolizzare il mondo dei dirigenti, come è accaduto con l’utilizzo spregiudicato del termine ‘pensioni d’oro’, un falso ideologico costruito da un ceto politico pavido e a corto di argomenti.

E’ forse il pericolo più subdolo che i dirigenti pubblici e privati, i professionisti e le alte professionalità corrono. Ed è per questo che va fermato con una ‘battaglia’ culturale e di principio che CIDA condurrà in prima fila, insieme con le sue Federazioni ed i suoi iscritti.

 

Ricorsi contro il blocco della rivalutazione delle pensioni ed il taglio degli assegni pensionistici

A tutti gli iscritti alle Associazioni aderenti a FIDIA

Cari Colleghe e Colleghi

Con la legge di bilancio 2019 (n.145/2018) sono state introdotte due gravi penalizzazioni per i percettori di pensione:

  1. L’art.1, comma 260 ha ridotto la perequazione automatica dei trattamenti previdenziali prolungando ancora per il triennio 2019-2021 la riduzione dei trattamenti pensionistici già a partire da quelli di importo pari a circa 1.523 euro mensili
  2. L’art. 1, comma 261 ha introdotto tagli percentualmente molto elevati e differenziati a secondo dell’ammontare a partire dalle pensioni superiori a 100.000 euro lordi per cinque anni, dal 2019 al 2023.

Vi informo che FIDIA e le Organizzazioni aderenti a CIDA hanno concordemente deciso di affidare all’ Avvocato Massimo Luciani, noto costituzionalista, l’incarico per l’attivazione di cause pilota concernenti sia il blocco della rivalutazione delle pensioni che il taglio degli assegni pensionistici. Il ricorso verrà attivato con la finalità di dichiarare incostituzionale la norma.

L’iter procedurale sarà il seguente:

  • verranno attivati sei ricorsi di cui quattro presso i tribunali ordinari per gli associati del settore privato e due presso la corte dei conti per gli associati del settore pubblico.
  • I tribunali presso i quali presentare i ricorsi sono Milano, Genova, Perugia e Vibo Valentia. Le Federazioni segnaleranno a CIDA i nominativi di propri iscritti, con particolari requisiti di reddito e di età, che saranno sottoposti al vaglio del Professor Luciani.

I ricorsi per il settore privato come detto saranno solo quattro e in questa fase non si rende necessario l’invio di alcuna diffida da parte di tutti coloro che ritengano di essere in possesso dei requisiti necessari. Solo in un secondo momento, presumibilmente fra un anno e mezzo, e su indicazione del nostro legale potrà essere inviata la diffida con la finalità di interrompere il decorso del termine prescrizionale. Sarà nostra cura darvi tutte le indicazioni a tempo debito.

  • Dopo la individuazione del profilo ideale, per non incorrere in eventuali vizi procedurali, solo coloro che verranno selezionati come primi quattro ricorrenti dovranno presentare diffida all’Inps, con le modalità che saranno indicate dall’ avv. Luciani. Dall’invio della diffida l’Inps avrà tempo 60 giorni per rispondere. Nel caso in cui l’Inps non dovesse rispondere , trascorsi i 60 giorni, si attiverà il ricorso.

Il profilo ideale del ricorrente dovrà rispettare i seguenti parametri:

  • Pensione compresa fra i 130.000 ed i 200.000 euro ( che subirà un taglio del 25%). L’importo ideale sarebbe attorno ai 150.000 euro.
  • Persone che hanno versato contribuzioni elevate
  • Persone che hanno richiesto il riscatto laurea e/o riscatto servizio militare o che hanno versato contributi volontari
  • Sarebbe inoltre preferibile avere delle donne che rispettino i parametri precedenti

Considerato il lungo periodo di vigenza della legge, tre e cinque anni, evidenzio come anche i dirigenti attualmente in servizio e prossimi alla quiescenza, una volta raggiunta la pensione potrebbero andare soggetti alle decurtazioni di cui alla legge 145/2018.

Da ultimo faccio presente che l’assistenza di FIDIA con le relative agevolazioni è riservata ai soli dirigenti iscritti alle Associazioni Territoriali di FIDIA e/o a coloro che si assoceranno nel corso del corrente anno.

Sarà mia cura aggiornarvi puntualmente sugli sviluppi tramite le vostre Associazioni e sul nostro sito www.fidia.info.

Cordiali saluti

 

Gianfranco Bennati

Presidente FIDIA