Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile

Segnaliamo che il Ministero del Lavoro ha comunicato che lo scorso 7 dicembre è stato raggiunto un accordo con le Parti sociali per il primo “Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile” nel settore privato. Hanno aderito Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal, Cisal, Usb, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Alleanza cooperative, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Copagri, Abi, Ania, Confprofessioni, Confservizi, Federdistribuzione, Confimi e Confetra. 

Di seguito, riportiamo i punti chiave del Protocollo:

  • Adesione volontaria – L’adesione allo smart working avviene su base volontaria ed è subordinata alla sottoscrizione di un accordo individuale, fermo restando il diritto di recesso. Inoltre, l’eventuale rifiuto del lavoratore di aderire o svolgere la propria prestazione lavorativa in modalità agile non integra gli estremi del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, né rileva sul piano disciplinare.
  • Accordo individuale – Si prevede la sottoscrizione di un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore come definito dagli articoli 19 e 21 della L. n. 81/2017 e secondo quanto eventualmente previsto dalla contrattazione collettiva.
    Tale accordo deve adeguarsi ai contenuti delle eventuali previsioni della contrattazione collettiva di riferimento ed essere coerente con le seguenti linee di indirizzo definite nel Protocollo, prevedendo:
  1. la durata dell’accordo, che può essere a termine o a tempo indeterminato;
  2. l’alternanza tra i periodi di lavoro all’interno e all’esterno dei locali aziendali;
  3. luoghi eventualmente esclusi per lo svolgimento della prestazione lavorativa al di fuori dei locali aziendali;
  4. gli aspetti relativi all’esecuzione della prestazione lavorativa svolta al di fuori dei locali aziendali, anche con riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro e alle condotte che possono dar luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari nel rispetto della disciplina prevista nei contratti collettivi;
  5. gli strumenti di lavoro;
  6. tempi di riposo del lavoratore e le misure tecniche e/o organizzative necessarie ad assicurare la disconnessione;
  7. le forme e le modalità di controllo della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, nel rispetto di quanto previsto sia dall’art. 4 della L. n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), sia dalla normativa in materia di protezione dei dati personali;
  8. l’attività formativa eventualmente necessaria per lo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità agile;
  9. le forme e le modalità di esercizio dei diritti sindacali.

In presenza di un giustificato motivo, sia il datore sia il lavoratore possono recedere prima della scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato oppure senza preavviso nel caso di accordo a tempo indeterminato.

  • Disconnessione – L’attività lavorativa svolta in modalità agile si caratterizza per l’assenza di un preciso orario di lavoro e per l’autonomia nello svolgimento della prestazione nell’ambito degli obiettivi prefissati, nel rispetto dell’organizzazione delle attività assegnate dal responsabile a garanzia dell’operatività dell’azienda e dell’interconnessione tra le varie funzioni aziendali.
    La prestazione in smart working può essere articolata in fasce orarie, individuando, in ogni caso, la fascia di disconnessione nella quale il lavoratore non eroga la prestazione lavorativa; a tal fine, devono essere adottate specifiche misure tecniche e/o organizzative per garantire la fascia di disconnessione. Nei casi di assenza c.d. legittima (es. malattia, infortuni, permessi retribuiti, ferie, etc.), il lavoratore può disattivare i propri dispositivi di connessione.
    Il lavoratore può richiedere la fruizione dei permessi orari previsti dai contratti collettivi o dalle norme di legge (a titolo esemplificativo, i permessi per particolari motivi personali o familiari, di cui all’art. 33 della L. n. 104/1992); invece, non possono essere di norma previste e autorizzate prestazioni di lavoro straordinario.
  • Luogo e strumenti di lavoro – Il lavoratore è libero di individuare il luogo ove svolgere la prestazione in modalità agile purché lo stesso abbia caratteristiche tali da consentire la regolare esecuzione della prestazione, in condizioni di sicurezza e riservatezza.
    Salvo diversi accordi, il datore di lavoro di norma fornisce la strumentazione tecnologica e informatica necessaria allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile.
    Tuttavia, se le parti concordano l’utilizzo di strumenti tecnologici e informatici propri del lavoratore, provvedono a stabilire i criteri e i requisiti minimi di sicurezza e possono essere previste eventuali forme di indennizzo per le spese.
  • Salute, sicurezza, infortuni e malattie professionali – In tema di salute e sicurezza sul lavoro, il Protocollo stabilisce che ai lavoratori agili trova applicazione la disciplina di cui agli artt. 18, 22 e 23 della L. n. 81/2017, nonché il rispetto degli obblighi di salute e sicurezza previsti dal D.Lgs. n. 81/2008. Inoltre, la prestazione di lavoro in modalità agile deve essere eseguita esclusivamente in ambienti idonei, ai sensi della normativa vigente in tema di salute e sicurezza e di riservatezza dei dati trattati.
    Peraltro, il lavoratore agile ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; a tal fine, il datore di lavoro garantisce la copertura assicurativa INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, anche derivanti dall’uso dei videoterminali, nonché la tutela contro l’infortunio in itinere, secondo quanto previsto dalla legge.
  • Parità di trattamento, pari opportunità, lavoratori fragili e disabili – Ciascun lavoratore agile ha diritto, rispetto ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dei locali aziendali, allo stesso trattamento economico e normativo, anche con riferimento ai premi di risultato, e alle stesse opportunità rispetto ai percorsi di carriera, di iniziative formative e di ogni altra opportunità di specializzazione e progressione della propria professionalità, nonché alle stesse forme di welfare aziendale e di benefit previste dalla contrattazione collettiva.
    Le Parti sociali promuovono lo svolgimento del lavoro in modalità agile, garantendo la parità tra i generi, anche per favorire l’effettiva condivisione delle responsabilità genitoriali e accrescere la conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro.
    Inoltre, le Parti sociali si impegnano a facilitare l’accesso al lavoro agile per i lavoratori in condizioni di fragilità e di disabilità, anche nella prospettiva di utilizzare tale modalità di lavoro come misura di accomodamento ragionevole.
  • Formazione – Per garantire a tutti i lavoratori agili pari opportunità nell’utilizzo degli strumenti di lavoro, le Parti sociali ritengono necessario prevedere percorsi formativi finalizzati a incrementare specifiche competenze tecniche, organizzative, digitali, anche per un efficace e sicuro utilizzo degli strumenti di lavoro forniti in dotazione. Tali percorsi formativi potranno interessare anche i responsabili aziendali ad ogni livello, al fine di acquisire migliori competenze per la gestione dei gruppi di lavoro in smart working.

Convegno: Le Compagnie di Assicurazione al tempo di Covid 19 – 15 settembre 2020

Cari colleghi vi informo che Itinerari Previdenziali, Centro Studi Alberto Brambilla, ha segnalato l’appuntamento virtuale in oggetto, di sicuro interesse per i nostri iscritti.
Nel corso dell’incontro si discuterà del ruolo fondamentale delle Compagnie d’Assicurazione chiamate, alla luce dell’esperienza pandemica, ad alcune importanti sfide per innovare e sostenere il welfare privato di domani.
Per partecipare al convegno è necessario iscriversi tramite modulo online entro il 14 settembre. 
Gli iscritti riceveranno il link per assistere al convegno in streaming il giorno precedente.
Credo che questa sia un’ottima occasione per far conoscere, non solo ai nostri iscritti, l’iniziativa promossa da FIDIA e da tutte le Federazioni aderenti a CIDA.
Vi rammento che CIDA sostiene alcune iniziative di Itinerari Previdenziali, nello specifico:
1) La pubblicazione del rapporto sul bilancio del sistema previdenziale;
2) La pubblicazione del rapporto sulla dichiarazione dei dei redditi ai fini Irpef.
In merito a quest’ultimo rapporto si sta organizzando un evento online per il prossimo 8 ottobre, il cui programma è in preparazione.
Come sempre vi terremo informati.
Cari saluti
Gianfranco Bennati
Presidente FIDIA

CIDA agli Stati Generali dell’Economia – resoconto

Cari Colleghi Dirigenti

Come auspicato, dopo la Maratona con i Manager, che ha avuto ampia risonanza sui media nazionali, il Governo ha voluto incontrare anche una nostra rappresentanza.

Ieri, il Presidente di CIDA, Mario Mantovani, ha partecipato agli “Stati Generali dell’Economia” presenti il Presidente Conte, le ministre Azzolina, Dadone e Catalfo ed i ministri Boccia e D’Incà.

Ad inizio lavori il Presidente Conte ha sottolineato la necessità di affrontare con piglio nuovo questa situazione anomala, per la quale sono state stanziate risorse che nessun Governo precedente  ha mai avuto a disposizione.

A suo avviso l’incontro con tutte le componenti della società italiana si rende necessario per effettuare un cambiamento profondo del Paese: il confronto serve a trasformare la sfida in un’opportunità.

Ha quindi presentato il piano “Progettiamo il rilancio” (vedi allegato), ed ha chiesto ai presenti di predisporsi al dialogo, di essere partecipi del progetto, di fornire suggerimenti concreti per arricchirlo e definirlo meglio e per declinare le priorità.

Il Presidente Mantovani, nel suo intervento (vedi allegato), ha sottolineato come il Governo abbia agito in modo condivisibile nella prima fase dell’emergenza e come, invece, abbia poi gestito male la fase della ripartenza.

Ha evidenziato l’ottimo lavoro svolto dai medici del SSN e ambulatoriali, dai dirigenti scolastici e da tutti i dirigenti privati che hanno dato risposte rapide che hanno consentito al Paese di reagire prontamente all’emergenza.

Ha criticato l’eccessiva proliferazione di norme, il contrasto con le Regioni e l’Europa, l’assenza di chiarimenti e di confronto con quelle parti sociali rappresentative delle figure manageriali che hanno sostenuto i servizi e le attività pubbliche e private.

Ha quindi toccato argomenti più puntuali come smart working, turismo ed agricoltura, PA, investimenti in infrastrutture digitali presentando i suggerimenti e le proposte condivisi con le Federazioni che fanno parte di CIDA.

In conclusione del suo intervento, ha fatto presente che CIDA, attraverso le professionalità rappresentate, può fornire le competenze operative necessarie per la messa a punto del Piano presentato e per l’attuazione dello stesso.

 

Un caro saluto

 

Gianfranco Bennati                                                                             

Presidente FIDIA

Roma, 16 giugno 2020